
il velo da cui guardo
mi lascia nuda,
ma pure se altri vedono,
rimango attraversabile da te,
da te soltanto.

tu sei di fronte a me,
e la tua rete è pesa.
le maglie elaborate che ti vestono
diventano di acciaio,
comprimono, schiacciandolo, lo spirito.
e vedo nello sguardo a me rivolto,
l'antichità di quella sofferenza.
ma per volere di un'arte o di un incanto,
davanti a me rinasci come nuovo,
esci dal mare, sorgi dalle acque,
e io che sono stata tua per poco
sarò per te per sempre,
così come mi vedi:
nuda all'altezza dei nostri occhi petri,
e puro tu, nell'atto di affrancarti.
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